Quante volte quando eri piccolo la mamma, la nonna o la maestra ti hanno detto “stai dritto!”. Poi magari è arrivato il periodo in cui te lo ripetevi da solo “Petto infuori! Pancia in dentro!”, perché assumendo quella posizione ti sentivi più figo. O magari, ancora oggi, ti riconosci in una di queste situazioni:

  • tensione al trapezio
  • spalle chiuse o rigide
  • collo sempre contratto
  • respiro corto
  • sensazione di “tornare curvo”, anche quando provi a correggerti

E forse ti sei anche detto: “Sarà l’età!” Per fortuna: No! È un adattamento!

Solo che, anche se provi a tirare indietro le spalle e buttare il petto in fuori, come facciamo un po’ tutti quando cerchiamo di stare più dritti, avrai l’impressione di esserti raddrizzato, ma invece hai solamente spostato il problema dietro!

Se è vero che le spalle troppo incurvate in avanti (cioè intraruotate) e spostate in alto non rappresentano una postura corretta, nemmeno spostarle troppo indietro va bene: risulterebbero troppo vicine alla colonna.

Per restare nei parametri della fisiologia, la scapola deve poggiarsi sulla gabbia con un angolo di circa 30° e occupare la zona compresa tra la seconda/terza e la settima costola. Allo stesso modo, la colonna deve rispettare le sue curve fisiologiche. Passare da un atteggiamento ipercifotico (ovvero la gobbetta) ad un dorso piatto (ovvero la schiena dritta come un manico di scopa) non è una buona soluzione.

Corretto posizionamento della scapola

Il punto fondamentale

Correggere la postura non è facile finchè non comprendi il punto fondamentale: la postura non si corregge con lo sforzo!

Se per stare “dritto” devi pensarci, impegnarti, controllarti… quella non è la tua postura. È una posizione forzata. E il tuo corpo, prima o poi, ti riporerà dove per lui è più conveniente. Sempre.

Questo succede perché il corpo risponde sempre a due leggi: fare economia delle sue energie e non provare dolore. Quindi, se stare dritto ti fa sentire qualche tensione altrove, il tuo corpo preferirà stare storto pur di non sentirla.

Per procedere correttamente e ottenere un cambiamento duraturo nel tempo, bisogna innanzitutto capire cosa ha portato il corpo in quella posizione. Perché le tue articolazioni hanno cominciato a spostarsi un po’ alla volta in quella direzione senza che te ne rendessi conto?

impiegata la PC

Facciamo degli esempi concreti

Se sono stato da poco operato di apendicite, oppure ho fatto un parto cesareo o un altro tipo di intervento, e sento i punti della ferita che tirano, mi chiuderò in avanti per non sentire dolore. E poi, per abitudine, manterrò quella postura nel tempo anche dopo che la ferita è guarita. Per fare meno fatica possibile a tenere questa nuova posizione (non naturale), dopo un po’, il corpo inietterà tessuto connettivo all’interno dei muscoli, che, come una colata di cemento, li incollerà in quella posizione, evitando la fatica.  

La comprensione è alla base di tutto

Capire queste dinamiche è quello che facciamo nel colloquio iniziale con tutti i nuovi clienti: indagare sullo stile di vita e sugli infortuni occorsi in passato ci fornisce tutte le informazioni per ipotizzare come sta reagendo il corpo a quello che gli è capitato negli anni.

Per avere dei risultati reali, la differenza la fa un approccio preciso, personalizzato, rispettoso e approndito, che ci porti a capire una cosa: qual è la vera causa della tua postura attuale.

Una volta fatta un’ipotesi, è il momento di capire dove sia realmente l’alterazione posturale. Nel nostro esempio iniziale: è la scapola che si è spostata o è la colonna? Abbiamo già parlato di come spesso ci sia confusione tra dorso piatto e scapole alate anche in un precedente articolo. Per fare questo, si procede con l’analisi posturale, in cui si cercano le alterazioni posturali sui 4 piani: fronte, retro, profilo destro e profilo sinistro, in modo da avere tutte le articolazioni sotto controllo. Poi si osserva se e come la dinamica del movimento è influenzata da questa alterazione posturale.

Incrociando i dati raccolti nel colloquio e nell’analisi posturale, siamo quindi in grado di procedere in modo mirato e personalizzato al 100% per correggere la situazione. Con un intervento di questo tipo, il corpo ritroverà di nuovo la sua postura fisiologia, perché mantenerla non gli costerà nessuna fatica e non scatenerà nessun dolore, rispettando le sue leggi imprescindibili.

Quando trovi la causa, il corpo cambia da solo

Non serve “tenersi dritti”. Non serve controllarsi. Quando il corpo non ha più bisogno di compensare:

  • le spalle si aprono naturalmente
  • la colonna ritrova equilibrio
  • il respiro diventa più ampio
  • la sensazione di rigidità diminuisce

E tutto questo senza sforzo.

È un po’ come togliere una spina

E’ come se tu fossi costretto a zoppicare perché hai una spina sotto un piede, che ti causa dolore se lo appoggi normalmente. Non puoi importi di camminare bene, perchè il corpo non ti ascolterà. Da WellGym ti togliamo la spina! E potrai tornare a camminare normalmente, facendo meno fatica che a zoppicare e potendo poggiare il piede a terra senza più dolore!

Smetti di adattarti e iniziare a migliorare davvero

Hai già fatto abbastanza tentativi: ora è il momento di capire. Prenota la tua valutazione iniziale WellGym scrivendo a info@wellgym.it

È il primo passo per:

  • smettere di “convivere” con rigidità e tensioni
  • recuperare una postura naturale
  • tornare a muoverti con facilità

Senza perdere tempo in soluzioni generiche.

Staff WellGym
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